
Assaporo torrenti beffardi di inutili istanti.
Badessa di speranza, luce ad oltranza.
Non oso dire ciò che il verso mi incute.
Ho la degenza di non dormire e di sollevare spinte.
Profonda sono come la morte mi echeggia.
Il corpo di una donna non ha dolore di soffrire.
Il gemito di stringere non mi allevia di armonia.
Voglio sparire ai miei singhiozzi, al vivere adelante.
Tutto ciò che non voglio , è smaltire.
Distinguo il bene dall’orrore di percepirlo.
Ammantata di stili, mi inietto alterate perline.
Ma il sogno mi demorde e gela ogni mia sonda.
Corro e fuggo dal mio peccato, perchè non ho scampo.
Non ho ode.
Una ragazzina può ridere di me, e può sentirsi felice.
Una bambina può ridere di me e può crescere in pace.
Una donna può ridere di me e vivere di trame.
Una come me può ridere di me e piangere di lame.
Non mi sento di insistere, ma voglio provare ad urlare,
cosi come una giostra è pronta a girare,
e non creo scompiglio tra i passanti,
se non tra flessibili organti.
Allora, luce della mia perplessità
perchè non vedo sua maestà?
Perchè non assimilo pregi e difetti
come semplici schemi di insetti?
Ed io voglio glorificarmi di creato
e non falsificare più il mio operato.
Cerco tendenze che possano farmi capire
di lenti e stretti silenzi volti a lenire.
Non ho paura perchè sono la donna della premura.
Non ho paura perchè sono la donna dell’andatura.
Non ho paura perchè sono forte di circostanza.
Non ho paura perchè conosco bene la sostanza.
Tuoni e lampi scalfiscono l’imperato sogno
che tanto attendo al ritorno.
Posso danzare e accarezzare i miei movimenti
che linee leggere incantano purezza.
Contraddittoria a gesti e mancate lodi,
gioisco di misera serenità.
Una giornata come tante può riflettersi sul mio viso,
per estremi di inerti sensi, penso che oggi
è un giorno come tanti, cosi come tanto di me
è un giorno come oggi.
Curiosa cammino per le strade del caos
e ne osservo le menti, ciò che invade i pensieri di tutti,
andando verso le solite vie e rilegando il passato
ai ricordi.
Coppie di destini che si abbracciano di amore,
stanno a significare una pace che è nel cuore,
ma a volte l’inganno spezza la tranquillità
e ne fa dimestichezza di fatica e progettualità.
Complicato è capire cosa vuoi far prima di svenire,
se senti cedimenti non puoi mollare a impedienti,
devi fissare il punto del tuo incontro
come un capello sfibrato da cute.
Sono strade che ho già frequentato ,
ma non ricordo di essermi mai soffermata a reagire,
ad agire.
Mi fermo davanti al niente, lui mi spiegherà ciò
che non mi hanno mai regalato.
Mi spiavi , perchè ero donna davanti a te.
Le emozioni non ti davano ragione e io pensavo ad altro.
Seduta della mia vanità non riuscivo a colpirti.
Non amo essere amata, io amo chi non mi ama.
E’ un soffrire diverso, è un soffrire inverso.
Mi cercavi, perchè non avevi altro.
Le sensazioni si sentono se immagini di averle.
In piedi dell’eroina che mi sento, ti sfidavo.
Io sono amara e dolce di stupidità.
Colgo l’intelligenza da chi non ne ha.
Decadente.
Stigmate.
Rovesciato.
Equilibrante.
Mistico.
Rullante.
Tu uomo decidi di rendermi donna.
Tu uomo non hai vergogna.
Hai il possesso delle tue virtù.
Mi leghi al tuo ego e mi trascini al pudore.
Non ho segni, non ho limiti, non ho amore.
Mi sveglio ad averti accanto a me,
segno di un vissuto danno.
Per una notte posso crescere di vita,
ammanettare idee e beltà.
Come un circo ha il suo clown e illusionista,
io mi trattengo come attrice di momenti,
dove tutto succede e tutto mente.
Cerco la profondità di lottare,
perchè mi manca sentirmi soffocata,
legata da strategie e tecniche scadute,
da tempo oramai.
Non ho il bisogno di avere bisogno,
non sogno nel sogno .
Cerco una realtà che protegga i miei peccati,
che mi lasci libera di stordire.
Provo a rendermi ridicola nel delirante avere,
e tocco un infuocato avvenire.
Ho cervello che bolle di troppe disponibilità,
cose che a me non danno stabilità.
Il sorriso è la mossa del giorno,
guardami e io ti sorriderò,
insieme ai mie occhi
oserò guardare il tuo sguardo.
Il sorriso è la mossa del giorno,
parlami e io ti sorriderò,
insieme alle tue parole
mai ti farò mancare il mio felice silenzio.
Il sorriso è la mossa del giorno,
sorridi e io ti sorriderò,
insieme alle tue labbra,
catturerò un passaggio di diversità.
Corte decisioni sono allo stremo del raggiungere.
La soluzione si raccoglie di frutti,
dove i semi danno colori e risultati.
Conversazioni rimangono in un angolo.
Buttarsi nell’ignoto è un arma con
un calibro di polvere pronta a colpire.
Scompongo menzogne, perchè sono verità.
L’anima interagisce a interrogazioni,
e gli imputati non si degnano di rispondere.
La lunga certezza è una strafottente malignità.
Se poi il tempo non ti da più spazio,
devi solo essere pronta al prossimo assaggio.
Io non mi sento viscerale, solo teatrale.
Ho freddo e copro il mio corpo
riparandolo da sfregi.
Passavo di qua, ma era meglio essere là.
Inutile inutilità di inutili frasi,
girate e capovolte come intrecci scremati.
Arriverò dove non sono mai arrivata, forse.
Non vedevo cosa c’era dietro ,
perchè il buio osservava per me.
Ho lasciato il segno sulla mia scrivania
e me ne sono andata via.
Ho altre parole da far impazzire,
ma le cullo ancora dentro me,
perchè mi fanno compagnia,
come un’ombra che è sempre li con te.
Il coraggio di appassire
è una bella forza da smaltire,
nella nebbia dove tutto riaffiora,
l’odore mi rende leggera e guerriera.
Mi esprimo senza regole,
perchè io non ne ho e
perchè la naturalezza mi tinge.
Ripetizioni portano a gestire una marcata
giacenza di appelli.
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